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Giustiziati a freddo

28 Novembre 2025 163 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Non posso essere accusato di anti israelismo. Sono stato tra i fondatori, assieme a Emanuele Fiano e ad altri, dell’Associazione parlamentare amici di Israele. Ho dedicato editoriali, prese di posizione, manifestato solidarietà, a Tel Aviv per l’orrenda strage dell’ottobre del 2023, oltre ad esprimere sincera commozione e forte indignazione. Ho anche giustificato le prime reazioni di Israele che dopo quella barbara strage di civili, di ragazze e ragazzi, di intere famiglie e il rapimento di oltre 200 persone, mi parevano assolutamente giustificate. Ho combattuto e tutt’ora combatto l’antisemitismo purtroppo ormai dilagante e la confusione che ancora si fa sul sionismo che é la dottrina che giustifica la nascita dello stato di Israele. Ho sempre preso le distanze dal governo di destra di Netanyahu e condannato il suo operato a Gaza, la strage continua di civili, anche bambini, il suo voler risolvere con la forza questo perdurante conflitto, il negare la politica dei due popoli e due stati, l’incrementare l’afflusso dei coloni in Cisgiordania che é stata conquistata con la guerra del 1967, territorio che fino al 1988 fu oggetto delle legittime pretese giordane, da quell’anno cedute all’Olp. E se un governo contiene la presenza di due razzisti e anti palestinesi come Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich che esultano al massacro di palestinesi e vorrebbero arrestare il legittimo presidente dell’Anp Abu Mazen qualora l’Europa riconoscesse lo stato di Palestina, é chiaro che Israele salta a piè pari dalla parte del torto. Questo Ben Gvir ha anche giustificato, anzi esaltato, l’uccisione a freddo avvenuta in Cisgiordania di due palestinesi accusati di terrorismo e che si erano arresi. Secondo le clausole del diritto internazionale chi si arrende non può essere giustiziato, ma agli arrestati deve essere riconosciuto un regolare processo. Il video trasmesso ieri in una tivù egiziana é raccapricciante. Si vedono i due che alzano le mani e si arrendono inginocchiandosi ai soldati israeliani. Questi ultimi li fanno distendere a terra, li coprono con una tenda e li freddano con colpi d’arma da fuoco. Israele non deve comportarsi come uno stato terroristico. E’ una democrazia e in Israele sono in tanti che combattono questo governo e questi inaccettabili comportamenti. Il Belgio ha subito condannato il gravissimo episodio, mentre l’Anp lo ha definito “un crimine di guerra”. Non é certamente il primo. Basti pensare a quanti ne sono stati commessi in Bosnia negli anni novanta (Srebrenica) e quanti tuttora in Ucraina (Bucha e Mariupol), e quanti combattenti e anche civili sono stati eliminati scientemente e freddamente. Questa esecuzione trasmessa in tivù suscita orrore. Ed é degna di un pazzo, fanatico, estremista come Ben Gvir che teorizza la pulizia etnica. Va fermato, cosi come vanno fermati Netanyahu e il suo governo che rischia di rendere vano il piano di pace che ha coinvolto tutti gli stati arabi sunniti. Episodi come questo non possono che suscitare anche la loro indignazione e protesta e rallentare i passi avanti compiuti verso il pieno riconoscimento di Israele. In questo senso quel che é avvenuto si trasforma in un pericoloso autogol per Israele o almeno per quanti, e sono certamente la maggioranza, auspicano la fine della guerra e degli atti di sangue.

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