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Fifapia e il Dalai Lama

24 giugno 2012 1.514 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Ho conosciuto Giuliano Pisapia come un parlamentare di estrema sinistra, ma assai sensibile sui temi del garantismo. Forse condizionato dalla sua professione di avvocato, mi è sembrato per questo un neo comunista anomalo. E ancor di più è apparso stimolante ai tempi della sua mini rivoluzione arancione in salsa meneghina, che ha sfrattato suor Letizia dallo scranno di Palazzo Marino. Poi lo scivolone sul Tibet e sul Dalai Lama che rappresenta il simbolo universale della lotta per i diritti civili e per la pace nel mondo. Che sia tornato comunista? No. Si è semplicemente trasformato in Fifapia. I cinesi hanno i danè mica solo le bandiere rosse, e l’Expò incombe. La cittadinanza onoraria può attendere. Dai, marxianamente prima viene la struttura poi i valori, no?

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