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La vendetta di Craxi

2 maggio 2013 655 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Filippo Ceccarelli ha scritto un corsivo, che Repubblica ha relegato alle pagine interne, sulla vendetta di Craxi. In effetti che tra i lanciatori delle monetine al Raphael figurasse certo Fiorito, accusato e incarcerato per l’uso un po’ troppo disinvolto di ben 300 mila euro che la munifica regione Lazio gli aveva affidato in qualità di capogruppo del Pdl, diciamo così, passi. Ma che il figlio di uno dei più grandi accusatori della cosiddetta prima Repubblica e di Craxi in particolare, e cioè Umberto Bossi, avesse posteggiato nel porticciolo distante poche decine di chilometri da Hammamet un’imbarcazione del valore di oltre due milioni di euro, comprata coi soldi dello stato, che dovevano figurare come rimborsi elettorali della sua Lega, questo no. Era davvero difficile da immaginare. Craxi, lo ha testualmente affermato il giudice D’Ambrosio, si finanziava per fare politica. I suoi accusatori per fare bisboccia. E hanno usato i finanziamenti dello stato per arricchire le loro tasche. Non hanno portato soldi ai loro partiti. Diciamola tutta. Glieli hanno fregati…

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