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Renzi, Craxi, Berlinguer

29 Settembre 2014 1.017 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Anche la Chiesa ha scoperto la collegialità. Abbiamo due papi. Possibile che in politica ci sia un uomo solo al comando? Eppure non da oggi abbiamo anche noi elogiato il decisionismo. Che vale oro nei momenti di emergenza quando anche la dimensione del tempo assume un valore assoluto. Appoggiamo Renzi, per quel che se ne sa, sul suo Jobs act, non consideriamo peccato di eresia mettere in discussione il tabù dell’articolo 18, da preservare nei casi di discriminazione, estendendolo su questo anche ai dipendenti della aziende sotto i 15 dipendenti, contemporaneamente riducendo precariato e contratti multiformi, accendendo la spia degli ammortizzatori sociali per tutti.

Credo che su questo, come sulla riforma della giustizia, Renzi debba avere il nostro convinto sostegno. Mi stupisco, ma fino a un certo punto, di Massimo D’Alema che accusa Renzi degli stessi reati per i quali era stato posto sotto accusa proprio lui. Quello di dialogare con Berlusconi e di mettere le mani sull’articolo 18 e non solo sulla contrattazione collettiva, come con una forte dose di amnesia ricorda il leader Maximo al Corrierone. Eppure il renzismo continua a non convincermi e a volte perfino a disturbarmi per semplicismo, superficialità, culto dell’esteriorità, mancanza di rispetto per gli interlocutori. Vedo che costoro non sarebbero più solo gufi e rosiconi, ma anche parrucconi. Chissà che l’ultima bordata non sia stata aggiunta proprio per difendere i trapiantati.

Non mi ha mai convinto, anzi la ritengo una sorta di paragone piuttosto offensivo, la sua rottamazione. Mai le persone, solo per l’età, erano state ridotte ad automobili da mandare al macero. E soprattutto mi fa rabbrividire la mancanza assoluta di una dimensione storica della politica. Ad una domanda di Fazio se il leader Pd preferisce Craxi o Berlinguer, Renzi ha così risposto: “Berlinguer, ma questo è facile”. Certo che è facile per chi ha proposto di chiamare dell’Unità (giornale fondato da Gramsci) le feste del Pd e per chi vuole dare zuccherini a una base ex comunista che qualche dubbio ce l’ha sull’asse con Verdini e sulla contrapposizione con la Cgil.

Sia ben chiaro. Renzi con Berlinguer c’entra come io con Sharon Stone. Quello che di Renzi non mi piace è proprio la riduzione della storia e della tradizione a sua personale convenienza. Questo lo trovo inaccettabile. Preferisce il comunista Berlinguer al socialista Craxi, vice presidente dell’Internazionale socialista? La risposta potrebbe essere stata condizionata dalle vicende giudiziarie di Craxi e allora andrebbe rivolta un’altra domanda. Preferisce la tradizione socialista o quella comunista, preferisce Turati o Gramsci, Nenni o Togliatti? Ci risponda, non è il gioco della torre, ma l’identità del Pd in discussione e la possibilità che chi appartiene alla tradizione che ha vinto, quella socialista democratica, non debba accettare di avere perso anche per colpa di Renzi.

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