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I figli, che problema…

18 Marzo 2015 923 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Inutile girarci intorno. Sembra una scena già vista. Renzi non vuole dimissionare Lupi, ma gradirebbe un gesto del ministro. Lupi non vuole compierlo perché si sente del tutto innocente. Ha ragione. Non è neppure inquisito. Qualcuno annota che deve assumersi la responsabilità anche degli uffici del suo ministero. Giusto, ma se le responsabilità verranno provate. Siamo già alla condanna di Incalza e compagnia? La verità è che siamo solo all’apertura di un’inchiesta e se si vuole cambiare la legge Severino perché una condanna in prima istanza non è una condanna, non capirei perché solo l’apertura di un’inchiesta dovrebbe configurarsi tale.

Paradossalmente le uniche cose certe sono quelle, non di ordine penale, ma comportamentale, che riguardano il ministro Lupi e che sono state certificate e ammesse. Lasciamo stare dunque l’aspetto giudiziario, che riguarda invece altri e concentriamoci su questo. Per l’amor di Dio il figlio di Lupi, Luca, ha diritto di lavorare come tutti i suoi coetanei, parte cospicua dei quali il lavoro non ce l’ha. Ma, domanda, doveva proprio trovare un lavoro, grazie a Incalza, da un imprenditore che lavorava col ministero del papà? Lasciamo stare anche i regali che non sono proibiti. Se sono sganciati da benefici illegittimi non costituiscono problema. Ma proprio da quel Perotti arrivavano che era il più grande beneficiario dei lavori sulle grandi opere…

Dimissioni allora? No, io non le chiederei mai. Sono anche sicuro che Lupi non sia un affarista e che il capitolo regali lo abbia trovato almeno in parte estraneo. Certo poteva risparmiarselo questo coinvolgimento familiare nel suo dicastero. O grazie al suo dicastero. Chi scrive ha difeso anche la Cancellieri, un’altra che Renzi avrebbe cucinato. Più per la telefonata ai Ligresti che per la storia del figlio. Lei era ministro degli interni e che il figlio lavorasse grazie ai Ligresti poteva suonare neppure particolarmente dissonante. Oddio, se paragoniamo i compensi c’è da ridere in favore, per difetto, del giovane Luca. Ma non era meglio, siccome il figlio del ministro degli Interni lavorava con un imprenditore, che il figlio del ministro delle Infrastrutture lavorasse con un prefetto? Sarebbero stati problemi di Alfano…

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