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Reagire alla carneficina di Parigi. A Reggio mobilitiamoci subito

14 novembre 2015 430 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Adesso il dato è ufficiale. La carneficina di Parigi ha lasciato sul selciato 128 morti e 200 feriti. L’Isis ha sviluppato alcuni attacchi concentrici in luoghi pubblici. Compreso lo stadio di Francia, un teatro, un ristorante. Poi ancora spari e battaglie per strada. La cruda barbarie degli assassini ha generato una spietata esecuzione degli ostaggi al teatro Bataclan, dove si svolgeva un concerto di musica rock, uno alla volta. Una delle più spietate esecuzioni della storia dell’umanità. Il presidente Hollande, che era presente allo stadio, ha convocato subito il consiglio d’emergenza. Obama ha parlato di strage contro l’umanità. Anche Renzi ha annunciato una reazione della comunità internazionale.

La verità è che si è perso troppo tempo. Sono mesi che la comunità internazionale tentenna, compresi gli Stati Uniti, ad ingaggiare un conflitto armato contro i criminali dell’Isis che hanno dichiarato guerra all’Occidente. Non si può più esitare. Lo abbiamo scritto più volte su questo giornale. Obama non può continuare ad equiparare l’Isis e Assad. Il nemico è l’Isis e contro l’Isis bisogna sviluppare un’offensiva decisiva. Attraverso un accordo con tutta la comunità internazionale, occidentale, orientale, araba. A nessuno deve più essere consentita una complicità o anche solo una connivenza con questi barbari assassini. Penso a quei paesi arabi che ancora non hanno fatto una chiara scelta di campo. Anzi penso ad alcuni che l’hanno addirittura sostenuta. Penso a un paese come la Turchia che pone sullo stesso piano l’Isis e i curdi.

I quattro attacchi assassini di Parigi devono finalmente svegliare tutti. Si stringa un accordo con la Russia di Putin. Parigi oggi e domani chi? Chi può dirsi fuori da questa guerra che vede contrapposti la civiltà liberale e il fanatismo islamico omicida? Chi può ancora traccheggiare e rinviare a un domani che sarà peggiore un conflitto per difendere la nostra libertà e la nostra vita? Cosa si attende ancora a lanciare l’offensiva di terra e di cielo contro un territorio controllato dai terroristi? Penso che mai come ora la passività, l’indifferenza, la tolleranza, il doppiogiochismo siano elementi che il terrorismo giudica paura contribuendo così a rendere più credibile la sua offensiva, che è stata lanciata contro di noi. Vogliamo difenderci o consegnarci al terrore? Mi ha impressionato il corteo dei francesi stanotte che cantava la Marsigliese. Anche noi ci uniamo a loro ed eleviamo i nostri stendardi sanguinanti assicurando sostegno e solidarietà, pronti a scendere in campo contro la barbarie. E a Reggio Emilia un appello al sindaco. Promuoviamo subito una grande manifestazione di piazza e occupiamo la sala del tricolore, simbolo di un vessillo che ereditò dalla Francia i valori della libertà.

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