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I favori di Roma al Msi e al Pci-Pds-Ds-Pd…

4 febbraio 2016 319 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Siamo chiari. Se un Comune, come quello di Roma, regala di fatto una sede al Msi e applica un afflitto di 14mila euro l’anno alla sede della sezione più prestigiosa del Pci-Pds-Ds e poi Pd, che non sono mai stati pagati, questo non si configura nei fatti come finanziamento illecito? Per di più a scapito delle casse comunali, dunque pubbliche, dunque pagato dai cittadini. Ogni giorno la vicenda degli immobili del comune di Roma, regalati o quasi a singoli, a famiglie, a enti si accresce di nuovi inquietanti particolari. Siamo adesso arrivati ai partiti. Quali partiti? Non tutti, certo. Adesso emergono i partiti che più erano vicini alle ultime amministrazioni, quelle dei sindaci Alemanno e Marino.

Possibile che nessuno se ne sia accorto prima? Ieri sottolineavo il fatto che alle negligenze del comune si siano accompagnate le tante accondiscendenze private. Non abbiamo più parole, oggi che emergono taluni particolari che si riferiscono a queste due sezioni di orientamento politico opposto. Quella del Msi, con sede a Colle Oppio, una delle culle della destra romana, esiste dal 1947 e il contratto d’affitto è rimasto fermo per settant’anni. Sapete a quanto ammonta anche adesso? A ben 154,92 euro l’anno. Dunque circa 13 euro al mese. Oggi la sede è frequentata dai giovani di Fratelli d’Italia e lì ha preso le prima mosse la stessa Giorgia Meloni. S’ode a destra uno squillo? Ecco che risponde subito eguale squillo a sinistra.

La sede del Pci, poi Pds, Ds e infine Pd di via dei Giubbonari, alle spalle di Campo dei fiori, è sempre stata il simbolo della Roma rossa. Ma è diventata oggi il simbolo della sinistra al verde. Perché la sezione che fu di Achille Occhetto e Sandro Curzi e alla quale si iscrisse anche Giorgio Napoitano, non ha mai pagato l’affitto che ammontava a 14.910,48 euro l’anno. Così non pagando un anno, poi due e poi dieci si è arrivati ad accumulare un debito col Comune di Roma di ben 170mila euro. Il commissario del Pd romano e presidente nazionale del Pd Matteo Orfini dichiara oggi che da quando ha assunto l’incarico ha cercato “di risolvere la questione”. Peccato che ancora non abbia tirato fuori un soldo e che l’immobile sia ancora sede della sezione.

Perché denuncio queste anomalie? Perché non sono disposto a tacere su abnormi trattamenti di favore, visto che verso di noi vent’anni fa venne usata, con spietato clangore, la scure della strumentale questione morale. Aggiungo anche che prima o poi si capirà che la politica costa e che i partiti se vogliono fare politica, avere sedi e funzionari e giornali, hanno un costo che i soli iscritti e qualche donazione privata non riescono a coprire interamente. Come avviene in mezzo mondo esiste il finanziamento pubblico. Per farsi belli costoro l’hanno praticamente abolito. Poi approfittano dei favori di sindaci e giunte per gravare sui conti pubblici le loro spese. Non è moralmente peggio?

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