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Conte non riconta

22 ottobre 2018 97 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo
Quel che penso di questo governo l’ho scritto più volte. Condivido col Renzi dell’ennesima Leolpolda il giudizio sulla sua pericolosità. Non c’è un paese europeo, nemmeno gli amici di Salvini che stanno all’Est e men che meno il cancelliere austriaco che sui migranti la pensa come lui, che sia disposto ad approvare la manovra italiana e quel 2,4 tra Deficit e Pil, che si basa sull’aumento della spesa corrente e che non solo sconfina ma triplica il numero concordato attraverso il Fiscal compact. Cosa può accadere é presto detto. Dopo la retrocessione dell’agenzia di rating Moody’s, Moscovici ha ottenuto dall’Italia l’assoluta indisponibilità a cambiare la manovra, mentre il presidente Conte ha solo precisato che, qualora la previsione di crescita sarà inferiore (come tutti sostengono) all’1,5 per il 2019 (i più ottimisti prevedono un 1,1) allora si potrà procedere a tagli di spesa per non superare il 2,4.

Un po’ poco, anzi nulla. Come dire all’Europa che ritiene il 2,4 un insulto alle regole europee, e che chiede una rettifica al ribasso, di stare tranquilla perché oltre non si andrà. Se l’Italia si vedrà bocciare il suo piano e si introdurranno infrazioni, come andrà a finire? Difficile pensare che l’Europa possa fare a meno dell’Italia, ma anche difficile ipotizzare che l’Italia metta in pratica il famoso piano B lanciato dal ministro Savona. Fuori dall’euro per il nostro paese sarebbe il disastro. Nessuno comprerebbe il nostro debito in lire e si complicherebbe alquanto il nostro import-export. Non ipotizzo una soluzione traumatica, ma non so vedere i margini di una mediazione coi vari Di Maio, l’esule dorato Di Battista e mister Grillo che, dopo aver proposto un Parlamento di sorteggiati, oggi vaneggia di togliere poteri al presidente della Repubblica e di mandare in clinica i leader politici europei.
Quel che é però certo é la reazione dei mercati, l’andamento dello spread, la risposta delle borse, l’ulteriore declassamento dell’Italia. In settimane, forse mesi, di braccio di ferro tra Italia e Bruxelles la nostra economia rischia di finire a pezzi. Siccome siamo tutti italiani e a rimetterci saremo tutti noi, anzi proprio quelli di noi che hanno meno, perché i più ricchi continueranno a portare all’estero i loro milioni, compreso il ministro Savona, che ha tanta fiducia nel suo governo da mantenere in una banca di Zurigo un milione e mezzo di euro, allora non possiamo che augurarci che una soluzione si trovi. Resta il fatto che ci sono pochi giorni per trovarla e se il presidente del Consiglio é convinto di convincere l’Europa assicurandola solo del non ulteriore aumento del deficit, allora credo che le nubi si addenseranno e annunceranno tempesta.

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